di Riccardo Pedrini
Il segreto della comunicazione facile, accesso veloce a mondi paralleli desiderabili, innumerevoli come i granelli di sabbia di centoottomila fiumi Gange: dalla Romagna al mondo e ritorno, senza passare dal via e toccando tutti i punti che vale la pena toccare. Siamo parte dello show biz, siamo dei fottuti, questo è chiaro. Oppure: siamo una voce fuori dal coro, siamo dei puri, degli irriducibili, degli integralisti: scegliete voi.
Il punto è che, qualsiasi cosa Riviera Beat rappresenti, è chiaro che chi scrive si sta divertendo un casino, il formato-da-cesso è l’ideale per veicolare messaggi subdoli, subliminali, puri, duri. Quando sembra che stiamo parlando di musica, invece parliamo di stile. Quando sembra che stiamo parlando di stile parliamo di etica e non solo di estetica. Quando parliamo di estetica, stiamo lanciando messaggi sovversivi: eppure è di musica, stile e cultura pop che stiamo davvero parlando.
Movimento di Esportazione Romagnolo (MER): che ci sia qualcosa di buono in riviera è ormai, anche grazie a noi di Riviera Beat, luogo comune. Sculettìo sui cubi, pierre, famiglie locali e nordiche a frotte lungo i viali alberati, pelli bianche orrendamente ustionate ma anche: ritmi ipercinetici. Design. Stoicismo minimalista, jazz & lounge, una nuova beat poetry implicita negli stili di vita che propagandiamo e che cerchiamo di liberare; apertura sul mondo, scambio di idee, sinapsi velocissime, luci, zone d’ombra dove nasce e prolifera tutto ciò che ai nostri occhi arroganti appare significativo, contemporaneo, in una parola… bello.
Cosa lega Archie Shepp a Raoul Casadei, dunque? Niente, assolutamente niente. Tranquillizzatevi. Tra il bello e il brutto esiste, fortunatamente, un abisso incolmabile.
Tutto quello che dovete fare è sedervi, rilassarvi, partire con noi.
